Consiglio comunale: Lugano

LAC: una questione di responsabilità e di efficienza

di Karin Valenzano Rossi

Un gruppo liberale radicale forte, compatto e propositivo grande protagonista della tornata di Consiglio comunale sulle rive del Ceresio. Numerosi i temi – importanti! – all’ordine del giorno ma, come presumibile, l’attenzione mediatica e della cittadinanza si è concentrata esclusivamente sulle nomine nel Consiglio direttivo dell’Ente autonomo per la gestione del LAC. Sarà ricorso!

Il pasticcio politico e procedurale è tutto da imputare a un Municipio incapace di trovare consenso e convergenza attorno a due persone che avrebbero dovuto affiancare i tre membri nominati d’ufficio, secondo gli statuti approvati dal legislativo. E’ nata una bagarre di quartiere, in salsa provinciale, che fa male a tutti. Una sconfitta generalizzata, che squalifica le istituzioni: in primis, l’esecutivo che ha pasticciato, cambiando idea in zona cesarini, per mere logiche di opposizione e opportunismo, perdendo completamente di vista il bene primario, quello del LAC, della Città e soprattutto dei Cittadini.

Ma come? Il LAC, progetto affossato per lunghi anni dalla Lega – «la cattedrale nel deserto per pochi eletti amanti della cultura!» – improvvisamente desta attenzione tanto da riesumare la candidatura di preminenti personalità di altri partiti? Ebbene sì! La maldestra operazione architettata era chiara e rivolta a un solo obiettivo: escludere Giovanna Masoni Brenni. I liberali radicali si sono opposti. Non per una questione personale o di ambizione alle «cadreghe» come alcuni cercano di far credere. Per il PLR è una questione di valori, di contenuti, di coerenza e soprattutto di determinazione. Di quei valori che hanno fatto di Lugano, quella meravigliosa realtà davanti agli occhi di tutti.

Giovanna affiancando Roberto Badaracco – che in questi primi mesi di legislatura già si è distinto e fatto apprezzare nella sua nuova funzione di capo dicastero cultura – contribuirebbe con la conoscenza maturata negli anni, al consolidamento del polo culturale, ora nella sua fase d’avvio. Giovanna porterebbe la sua competenza, la comprovata esperienza, la rete di conoscenze nazionali e internazionali, metterebbe la sua tenacia nel difendere il progetto culturale come impresa e visione per la nostra Città e il suo futuro.

Il LAC è molto di più di una magnifica costruzione edilizia: è un progetto culturale al pari di un’impresa. Se non fosse per la cultura, che si scrive con la C, noi oggi non saremmo quello che siamo. Basta guardare ciò che sta accadendo nel mondo, per mano di chi – per ideologie fanatiche sprovviste di cultura – distrugge persino le icone storiche, patrimonio dell’umanità, gettando il mondo nell’incertezza e nella paura.

Il Progetto culturale approvato è nella sua fase iniziale. Il suo sviluppo e consolidamento hanno bisogno di chi ne conosce tutte le pieghe e può quindi favorire un’efficace crescita del progetto, senza disperdere anni di lavoro e conoscenze. Ecco perché la presenza di Giovanna è necessaria, al di là di personalismi e steccati di partito. E’ soprattutto una questione di responsabilità e di efficienza!

Il gruppo liberale radicale, con una prova di forza e di compattezza, ha saputo battersi per questi principi e valori. L’obiettivo non è ancora completamente stato raggiunto ma le logiche di sabotaggio sono state fronteggiate e sconfitte. Ora si tratta di fare chiarezza, sempre in nome della coerenza e della correttezza, sulle procedure di voto adottate dall’ufficio presidenziale del Consiglio comunale. Per questo motivo verrà interposto ricorso.

Il Consiglio comunale ha quindi lavorato fino a notte inoltrata della seconda serata, esaurendo tutte le trattande all’ordine del giorno e assolvendo al proprio compito istituzionale. Tanti i temi significativi per la Città, di cui darò conto nella prossima edizione.

Opinione Liberale 7 ottobre 2016